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2 agosto 2018

LA FORZA DELLE DONNE DI AMATRICE.

 

A due anni dal terremoto Amatrice è un paese spopolato, poca gente, meno turisti. Sono state riaperte le strade principali, una delle quali attraversa il famoso centro storico. Alcune strutture ricettive hanno riaperto e le ultime unità abitative provvisorie sono state consegnate. La ripresa è lenta, ma la popolazione è forte e piena di speranza. Lo percepiamo dai loro occhi, dai loro gesti, dalla voglia di mettersi in gioco ricostruendo la propria vita e il proprio futuro.

Per aiutare chi, con grande coraggio, ha deciso di non lasciare le zone colpite dal sisma e di rinascere insieme al proprio paese, 2 anni fa abbiamo avviato il programma “Aiuto Diretto”: un sostegno economico per acquistare un bene materiale che li aiutasse in quello che è il difficile percorso verso la “normalità”.

Il nostro programma ha raggiunto 120 beneficiari diretti e 200 indiretti. Queste persone, diverse tra loro, sono unite da una grande forza di volontà che gli ha permesso di riprendersi la propria vita.

Vi vogliamo raccontare le storie di quattro donne che, dopo essersi viste portare via tutto, hanno trovato la forza di ricominciare a vivere.

 

martina ok

 

Martina studiava a Tor Vergata (Roma) Scienze Nutrizionali. Il padre aveva un’impresa edile insieme allo zio. La madre era caposala al pronto soccorso di Amatrice. La sorella centauro era incinta al quarto mese. La sera del terremoto dormiva dal fidanzato, forse è stato proprio questa a salvarla. Ora ha solo lo zio e il cognato a Roma.

Con il nostro aiuto diretto Martina ha acquistato alcuni libri importanti per l’università, il suo sogno era quello di laurearsi. Inoltre ha comprato le lapidi per i genitori e la sorella, un gesto doloroso ma necessario.

La speranza di Martina è comunque quella di tornare, e di vivere, se possibile, in quel luogo che le ha visto portare via tutto.

 

 

 

siona ok

Simona Paoletti aveva un negozio di abbigliamento in affitto, negozio che è andato distrutto. La notte del 24 era a Faizzone con la madre e la bambina mentre il marito finanziere era al lavoro, a Roma. È venuta giù metà casa, la parte giorno fortunatamente. Sono uscite tutte salve dalla finestra. Con il fratello poi è andata a soccorrere come poteva chi in quel momento aveva bisogno.

Nell’emergenza ha cucinato per i volontari: 700 pasti al giorno per 10 giorni. Simona è un esempio virtuoso di quelle donne forti che continuano a combattere nonostante le avversità. Con il nostro aiuto diretto ha ottenuto una ricamatrice, per dare forza al desiderio di rimettere in piedi l’attività di vent’anni.

Appena le è stata consegnata, si è messa subito al lavoro per produrre una nuova collezione, il primo passo verso la normalità.

 

 

 

marina testimonianza

 

Marina è una mamma che vive sola con la figlia adolescente. La notte del 24 agosto è stata la figlia ad avvertire per prima la scossa, si è nascosta sotto le coperte e quando è finita voleva correre a chiamare la mamma, ma non si è accorta che si era aperto il pavimento ed è caduta al piano di sotto. Marina cercava di andare dalla figlia, la porta non si apriva perché i calcinacci l’avevano bloccata.

Con qualche spinta ha creato un varco riuscendo a far uscire la figlia ed entrambe sono scappate fuori. La loro casa è diventata inagibile. Ogni giorno il suo tragitto casa lavoro e lavoro-casa che è di circa 100km.

Con il programma “Aiuto Diretto” Marina ha ricevuto una macchina per poter continuare ad andare al lavoro e non perdere la sua occupazione.

 

 

 

Perilli

Assunta ha sempre vissuto a Campotosto, in provincia dell’Aquila, tranne gli anni dell’Università e i due anni di contratto con la Sovraintendenza. La scoperta del telaio antico della nonna l’ha ispirata ad un cambio della propria vita, è andata alla ricerca dell’oralità della tradizione legata al ricamo, contattando le vecchiette del paese per farsi raccontare ed insegnare le tecniche di tessitura.

Dal 2003 è diventata artigiana e aveva aperto una piccola bottega a Campotosto. Nel suo paese c’erano cica 120 persone ora sono rimasti in 60. La sua casa è stata buttata giù dopo il 18 gennaio.

Con il nostro aiuto ha acquistato un nuovo telaio, un pc e la stampa professionale di alcune foto con le quali descrivere il suo mestiere. Grazie al nuovo telaio ha imparato tecniche nuove che le hanno fatto migliorare la qualità del lavoro, le foto invece aiutano Assunta a far conoscere il suo lavoro nelle fiere e questo aumenta la richiesta dei suoi manufatti. Oggi è un’artigiana che ha potuto allargare il suo fatturato e bacino di vendita.

 

La storia di queste quattro donne mostra come Amatrice e tutti i comuni colpiti dal terremoto lavorino ogni giorno per tornare a vivere. Noi auguriamo a tutti loro di poter tornare alla normalità e di poter pensare al futuro in modo sereno.