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Quando avete buttato nel mondo di oggi

un ragazzo senza istruzione

avete buttato in cielo un passerotto senz’ali.

Don Lorenzo Milani

F

requenza200,

ideata e coordinata da

WeWorld, è una rete di organizzazioni

unite dall’obiettivo di contrastare la di-

spersione scolastica attraverso un modello

educativo fondato su culture, politiche e pra-

tiche inclusive finalizzate a garantire il diritto

allo studio e all’educazione.

La dispersione scolastica

C

on dispersione

scolastica si indicano

tutte le carriere scolastiche accidentate

che si concludono senza il conseguimento

di un titolo di studio. Nella dispersione sco-

lastica vanno compresi tutti quei fenomeni

che comportano: rallentamento del percorso

formale di studio; inadempienze dell’obbligo

scolastico; uscite in corso o a fine anno nei

diversi gradi di scolarità obbligatoria o post-

obbligatoria, prima del raggiungimento del

titolo di studio interno ai vari cicli scolastici.

Sono segnali predittivi di dispersione scola-

stica: l’evasione dell’obbligo, abbandoni della

scuola secondaria superiore, proscioglimento

dall’obbligo senza conseguimento del titolo

(cfr. assolvimento formale dell’obbligo), boc-

ciature, assenze ripetute e frequenze irre-

golari, ritardi rispetto all’età regolare, basso

rendimento.

L’inclusione

L’

Inclusione è la

condizione che ognu-

no sente quando è apprezzato e la sua

partecipazione è gradita. La nozione di inclu-

sione riconosce che c’è un “rischio di esclu-

sione”, che occorre prevenire attivamente,

e al tempo stesso afferma l’importanza del

coinvolgimento di tutti gli alunni/studenti nel-

la realizzazione di una scuola realmente ac-

cogliente, anche mediante la trasformazione

del curriculum, e delle strategie organizzative

della scuola, che devono diventare sensibili

all’intera gradazione delle diversità presenti

tra gli alunni e studenti. Se l’integrazione ten-

de ad identificare uno stato, una condizione,

l’inclusione rappresenta piuttosto un proces-

so, ossia la capacità di fornire una cornice

dentro cui gli alunni/studenti – a prescindere

da abilità, genere, linguaggio, origine etnica e

culturale – possono essere ugualmente valo-

rizzati, trattati con rispetto e forniti di uguali

opportunità a scuola.

Gli operatori, i volontari ed i sostenitori di Fre-

quenza200, sono convinti che la dispersione

scolastica si possa prevenire e contrastare con

tre azioni finalizzate alla attuazione del “dirit-

to all’educazione” come “piacere di cresce-

re”, sentendosi “accolti ed ascoltati”.

1. Per non “disperdere”

vanno promosse culture inclusive

DIRITTI, PARTECIPAZIONE, BELLEZZA

I

l cittadino è

spesso poco informato e con-

sapevole dei propri diritti, di conseguenza

non si mobilita perché siano rispettati. È ne-

cessario invece informare e rendere consape-

voli tutti i cittadini (compresi quelli under 18)

che ogni patto di convivenza sociale si regge

sulla conoscenza da parte di tutti dei diritti

umani fondamentali. Una maggior certezza

dei diritti umani e sociali è la precondizione

indispensabile perché una società promuova

e favorisca l’aggregazione di uomini e donne

in base a valori condivisi e intenti da raggiun-

gere e promuova la cultura della legalità e

una migliore giustizia sociale.

La promozione di una partecipa-

zione attiva dei cittadini alle scelte

sociali inizia dalla educazione alla cittadinan-

za attiva dei cittadini under 18 e si persegue

conducendo i minorenni attraverso la speri-

mentazione di processi decisionali di gruppo,

nei quali possano sviluppare il senso della

responsabilità collettiva e l’ascolto reciproco.

Di fronte all’illegalità, alla perdita di senso

delle relazioni sociali, al degrado ambientale

e culturale, alla fragilità personale ed istitu-

zionale è necessario educare alla bellezza e al

rispetto (di se stessi, degli altri e del territorio).

Educare alla bellezza è educarci al significato

profondo di ogni esperienza, contro un mo-

dello che sembra invece imporre superficialità

e freddezza.

Solo chi ha assaporato in giovane età il “bel-

lo”, che è anche “buono”, li comunica, li di-

fende e sa affrontare con coraggio i momenti

di crisi nella vita adulta.

2. … per affermare politiche pubbliche

inclusive….

SCUOLA, FAMIGLIA, TERRITORIO,

EDUCATORI

L

a fuoriuscita dai

percorsi formativi ed

educativi ha origine sia nella scuola sia in

famiglia (intesa qui in senso ampio, a seconda

delle relazioni esistenti tra i membri che vi-

vono insieme). Una politica inclusiva favorisce

un’alleanza educativa tra Scuola e Famiglia

che metta al centro la persona e il suo proces-

so di crescita. Politiche per la scuola e per la

famiglia devono essere tra di loro coerenti ed

indirizzate a sostenere le fragilità famigliari.

La collaborazione con la scuola, degli attori

attivi nella prevenzione e nel contrasto della

dispersione, avviene attraverso la ricerca di un

terreno di dialogo e di confronto a misura del-

la “scuola locale”, con gli “attori locali”, non

è possibile un unico modello nazionale di rife-

rimento, ma – vedi punto 3 – diversi modelli

possono concorrere al raggiungimento di un

obiettivo condiviso.

Insegnanti, genitori e ragazzi sono spesso

demoralizzati, demotivati, disinteressati. Una

politica inclusiva di contrasto alla dispersione

nasce da un rinnovato patto educativo tra

tutti gli attori della scuola (alunni e studen-

ti, dirigenti, genitori…) che metta al centro

la relazione educativa con ragazzi e ragazze.

Pertanto, la corresponsabilità e la sinergia tra

questi soggetti, ed il territorio in cui vivono,

deve fondarsi sulla ricerca appassionata del-

le motivazioni, che malgrado le difficoltà,

ci portano comunque a dire che la scuola è

nostro patrimonio e risorsa per il futuro. Una

politica inclusiva per la scuola deve chiedersi

che scuola sognino gli attori della scuola!

3. … che prevengano e contrastino la

dispersione e l’abbandono della scuola

attraverso pratiche educative inclusive:

DAL NETWORKING AL COWORKING

I

luoghi, i destinatari,

gli interlocutori

istituzionali, gli attori non profit attivi nei

programmi di contrasto alla dispersione sco-

lastica sono eterogenei. La diversità di espe-

rienze, metodologie e punti di vista è però

una ricchezza e non può essere una scusa

per non collaborare. Spesso invece si opera

in un’ottica di competizione, piuttosto che di

collaborazione. La penuria di risorse, comun-

que necessarie per assicurare continuità

ai programmi di contrasto all’abbandono

della scuola, sia uno stimolo alla ricerca del-

la collaborazione (

networking

). Gli interventi

educativi non siano condizionati da meri cri-

teri economici.

Le Reti sono pienamente tali quando vanno

oltre la collaborazione per ricercare la coe-

sione. Per combattere la dispersione scola-

stica i soggetti delle reti territoriali devono

connettersi in una prospettiva di influenza e

contaminazione reciproca. Meravigliosi i risul-

tati raggiungibili quando sono la traduzione

concreta di azioni congiunte, sinergiche e

complementari (

coworking

). Spesso, invece,

la maggior prossimità ai bisogni degli attori

del terzo settore, rispetto agli attori pubblici,

incentiva la delega, piuttosto che sostenere

processi virtuosi di sussidiarietà attiva.

Misure che rendano stabile il contrasto alla

dispersione scolastica si fondano non sulla

delega ma sulla corresponsabilità tra pubblico

e privato sociale.

RACCOMANDAZIONI

L

a rete, pur essendo

di recente costituzio-

ne, attraverso la diffusione di una maggior

conoscenza del problema della dispersione

scolastica, si prefigge di rafforzare la con-

sapevolezza del ruolo importante svolto dai

volontari e dagli educatori del terzo settore

nel prevenirla e contrastarla, avviando un dia-

logo permanente con il MIUR, nella convin-

zione che solo nella franca collaborazione tra

pubblico e privato sociale si possano portare

avanti quegli interventi efficaci ed innovativi

che possono permettere all’Italia di centrare

gli obiettivi dell’Europa 2020 ed a centinaia di

migliaia di ragazzi e ragazze di essere accolti

in un percorso educativo veramente inclusivo.

Pertanto la rete

Frequenza

200:

auspica che venga concretamente reso frui-

bile da parte di tutti i ragazzi e le ragazze il

di-

ritto allo studio

, come opportunità impre-

scindibile per il cammino verso la vita adulta;

si augura che la

scuola

riacquisti centralità

nel nostro paese come luogo aperto al terri-

torio, spazio inclusivo perché tutti i ragazzi e

le ragazze vi trovino opportunità di crescita

e nessuno venga lasciato indietro o escluso;

ritiene che una migliore consapevolezza dei

diritti di cittadinanza

(che includono il dirit-

to allo studio) nasca da una maggiore infor-

mazione pubblica e da un esplicito impegno

delle istituzioni per la loro affermazione.

Sollecita gli enti locali, in raccordo con le

istituzioni scolastiche, alla costituzione di

osservatori permanenti

sulla dispersione

scolastica, al fine di monitorare il fenomeno e

individuare le migliori pratiche di prevenzione

e contrasto (monitoraggio degli interventi);

auspica che l’educazione ad una cittadinan-

za attiva si persegua conducendo ragazzi/e

attraverso la

sperimentazione di processi

decisionali di gruppo

nei quali possano svi-

luppare il senso della responsabilità collettiva,

l’ascolto reciproco e la partecipazione;

ritiene che il problema complesso della di-

spersione scolastica vada risolto con un ap-

proccio che coinvolga oltre a tutti gli

opera-

tori della scuola

, le

famiglie

, le

istituzioni

e le

comunità locali,

in collaborazione con

gli attori del

terzo settore

;

promuove il coinvolgimento di una rete di

attori eterogenei nei programmi sulla disper-

sione scolastica;

invita tutti i soggetti (individui, associazioni,

cooperative sociali, fondazioni, imprese, stu-

diosi etc.) che hanno a cuore l’educazione di

qualità ad aderire a

Frequenza

200

, luogo di

incontro di esperienze diverse, laboratorio di

buone pratiche, spazio di dialogo con le isti-

tuzioni sul tema dell’educazione inclusiva per

tutti;

sollecita gli attori della scuola a sperimenta-

re metodologie di

mediazione psicosociale

per soluzione dei conflitti, intra ed extra sco-

lastici, che in vari casi accrescono il rischio di

abbandono della scuola.

ribadisce le raccomandazioni del

Gruppo

CRC

(Gruppo di Lavoro per la Convenzione

sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza):

1.

Al

Ministero

dell’Istruzione, dell’Universi-

tà e della Ricerca

di implementare il sistema

informatico relativo all’

anagrafe nazionale

degli studenti

e di procedere al raccordo di

questa con quelle realizzate a livello locale.

2.

Al

Ministero

dell’Istruzione, dell’Universi-

tà e della Ricerca

di raccordarsi con gli altri

Ministeri competenti al fine di individuare e

allocare risorse per finanziare progetti di

so-

stegno ed incentivazione allo studio

da

rivolgere ai ragazzi che si trovano in situazioni

familiari a rischio di esclusione sociale.

3.

Al

Ministero

dell’Istruzione, dell’Univer-

sità e della Ricerca

di realizzare un processo

di

orientamento

nel passaggio da scuola

secondaria di primo a scuola secondaria di

secondo grado, istituendo attività specifiche

soprattutto nei territori dove il fenomeno del-

la dispersione scolastica è più elevato.

4.

Alle

Regioni

e alle

Province Autonome

di costituire, nel caso in cui non vi abbiano

ancora provveduto, o in ogni caso potenziare,

le

anagrafi scolastiche

locali.

Aderenti:

WeWORLD

– Milano

COOP. ZERO5

– Milano

COOP. TUTTINSIEME

– Milano

ASS. L’IMPRONTA

– Milano

COOP. LA GRANDE CASA

Sesto S. Giovanni (MI)

COOP. TERREMONDO

– Torino

ASS. ASAI

– Torino

OPERA DON CALABRIA

– Napoli

ASS. ARTECA

– Palermo

ASS. PER ESEMPIO

– Palermo

CEMEA DEL MEZZOGIORNO

– Roma

COOPERATIVA ITACA

– Conversano

FONDAZIONE SOMASCHI

– Milano

GRUPPO MAMMUT

– Napoli

L

UCA

D

ALISI

– Napoli

e altri ancora

Per chi si occupa di doposcuola, dispersione

scolastica, adolescenti e vuole saperne di più o

sottoscrivere il manifesto:

www.

frequenza200

.it

frequenza200

@

weworld

.it

il manifesto di