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Le interviste, realizzate dalle ricercatrici ad alcune donne fuoriuscite

da almeno tre anni dal percorso di violenza, permettono di intravedere uno spaccato

di sofferenza e disagio sociale che non può essere descritto fino in fondo, perché ci si deve

infatti fermare davanti al silenzio della donna ferita, che preferisce voltare pagina perché

sta ricostruendo un nuovo mondo di affetti, relazioni di lavoro, rapporti sociali e personali.

Dunque i numeri sono meno aridi di quanto sembri. Ci aiutano, in parte, a capire un po’

di più. È la stessa Unione Europea a chiedere ai Paesi membri di realizzare analisi

di questo tipo, per comprendere meglio il fenomeno e individuare strumenti per

contrastarlo.

La ricerca è stata quindi in grado di stimare:

• i costi economici (salute, farmaci, giustizia, legali ecc.)

• gli effetti moltiplicatori economici (i costi legati alla mancata produttività)

• i costi sociali (stimati in base ad una simulazione di risarcimento danni)

• il valore degli investimenti nella prevenzione (prendendo a riferimento il 2012)

Nella desolante povertà dei dati di partenza (si vedano le Raccomandazioni del rapporto

di ricerca, con il loro quasi ossessivo riamando alla incapacità del nostro sistema pubblico

di raccogliere dati in modo sistematico sui servizi che eroga), il contributo di ricercatrici,

membri del Comitato scientifico e team Advocacy di Intervita ha prodotto un rapporto

di indagine che, pur perfettibile, costituisce

uno strumento di valutazione del fenomeno

che mi auguro possa stimolare strategie efficaci per una più consapevole e fattiva

azione di prevenzione e contrasto.

Anna Maria Fellegara

Preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza

dell’Università Cattolica di Piacenza.

Vicepresidente Intervita Onlus.

Presidente Comitato Scientifico

“Quanto Costa il Silenzio?”