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to alle varie categorie di costi analizzati;

• una valorizzazione economica dei servizi

che sono stati utilizzati dalle donne e delle

conseguenze prodotte per il sistema eco-

nomico e sociale.

La base dei dati sulla quale la ricerca si è prin-

cipalmente appoggiata è stata l’Indagine Istat

sulla sicurezza delle donne (2006) attraverso

la quale si è estrapolato il numero di donne

che hanno utilizzato o avuto accesso ai vari

servizi di tutela della loro salute e incolumità.

Sempre con riferimento alla definizione del

numero di vittime, l’indagine ha anche offer-

to la base per il calcolo della mancata pro-

duttività per il sistema, attraverso il numero

dei giorni di lavoro persi dalle vittime, e una

prima stima del costo sociale complessivo.

I dati

La valorizzazione economica dei costi si è ap-

poggiata a diverse metodologie quali: la pro-

iezione su base nazionale dei costi rilevati su

un campione, il calcolo pro-quota dei servizi

sulla base dei costi inseriti nel Rendiconto

dello Stato, interviste a testimoni privilegiati,

fonti di altre indagini di settore.

Il perimetro del fenomeno “violenza sulle

donne” considerato in questa indagine inclu-

de la violenza subita dalle donne in Italia, sia

di tipo domestico – ad opera di partner o ex

partner – sia di tipo extra domestico, ad ope-

ra di sconosciuti o estranei. L’indagine tiene

invece conto della vittimizzazione indiretta

di figli o altri componenti della famiglia (la

cosiddetta “violenza assistita”), in assenza di

dati disponibili sul tema, esclusivamente nei

racconti delle donne intervistate.

Le evidenze ottenute sono da considerarsi una

stima prudente e perfezionabile, in quanto:

• alcuni costi diretti monetari non posso-

no essere ricostruiti con precisione in as-

senza di fonti omogenee

• i costi diretti monetari relativi alla vio-

lenza assistita non possono essere stimati

per i motivi illustrati poc’anzi

• quando i costi sono stati stimati su basi

logiche, si è proceduto in maniera pruden-

ziale per evitare rischiose sovrastime;

• la natura di pilota del progetto – in assen-

za di analoghi studi in Italia da utilizzare

come riferimento – ha invitato il team di

ricerca ad un atteggiamento di prudenza

nella valorizzazione economica;

• infine, l’esiguità delle fonti, ha obbligato

il team di ricerca ad attingere a differenti

annualità: pertanto, non è stato possibile

riferirsi ad una stima dei costi cronologi-

camente puntuale e, dunque, ad una riva-

lutazione economica su base temporale.

Seguendo le classificazioni di analoghi studi a

livello internazionale, i costi analizzati nel pre-

sente studio, su base annua, sono stati

i costi

economici e sociali

, suddivisi come segue:

I costi diretti e gli effetti moltiplicatori

economici

I costi diretti e gli effetti moltiplicatori econo-

mici sono le tipologie di costo che configurano

dei costi immediati per il sistema. Si tratta dei

costi dei vari servizi, pubblici e privati, che lo

Stato, le stesse vittime e le aziende devono so-

stenere a seguito degli episodi di violenza con-

tro le donne.

Si tratta di:

• costi relativi alla

salute

delle donne (co-

sti sanitari, per cure psicologiche, per il

consumo di farmaci);

• costi relativi alla

sicurezza

delle donne e

della collettività (costi per l’ordine pubbli-

co, giudiziari, per le spese legali)

• costi relativi

all’assistenza delle vittime

e dei loro familiari

(costi dei servizi so-

ciali dei comuni e dei Centri Antiviolenza)

• costi collegati alla

perdita economi-

ca delle imprese e del sistema

a seguito

della mancata produttività delle vittime, e

agli effetti moltiplicatori conseguenti.

I costi non monetari e gli effetti

moltiplicatori sociali

I costi non monetari e gli effetti moltiplicato-

ri sociali rappresentano una simulazione del