WeWorld
22 dicembre 2017

FEMMINICIDIO: UN ALTRO PASSO AVANTI

Il 21 dicembre approvata la legge che tutela gli orfani di femminicidio.

 

La lotta contro la violenza sulle donne e sui loro bambini ieri ha compiuto un altro importante passo avanti: è stata approvata la legge che tutela gli orfani di femminicidio. L’approvazione in Senato della normativa – con 165 voti a favore e 5 contrari  e un astenuto – apporta maggiori tutele ai figli delle vittime di femminicidio, che in Italia negli ultimi 10 anni sono stati oltre 1700.

Fino ad oggi un uxoricida poteva ereditare la pensione della moglie, mentre per i figli si apriva una infinita serie di sofferenze condizionate da un genitore omicida che per la legge poteva continuare a decidere della loro vita.
Oggi si apre una stagione nuova per gli orfani che potranno, tra l’altro (anche se maggiorenni ma non autosufficienti), accedere al gratuito patrocinio (fino all’età di 26 anni), ottenere fin dalla sentenza di primo grado una parte dei beni dell’omicida e vederlo escluso dalla possibilità di mettere le mani su una parte della eredità (evitando così penose rivalse in sede di giustizia civile), veder istituito un fondo di solidarietà (di 2 milioni di euro) e la possibilità di chiedere il cambio di cognome, infine – questione non trascurabile se letta dal punto di vista dei parenti della vittima che quasi sempre si fanno carico di accompagnare gli orfani fino alla maggiore età – vedersi garantito un supporto medico-psicologico gratuito.

Con questa legge si chiude una stagione positiva – dal punto di vista legislativo – per le vittime di violenza (in particolare donne e bambini), apertasi con la ratifica nel giugno 2013 della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (detta Convenzione di Istanbul) e proseguita con la legge sullo stalking e altri provvedimenti normativi, che hanno in parte colmato il gap che si era creato tra lo Stato italiano e le vittime di violenza. Uno Stato che fino ad oggi aveva anteposto necessarie garanzie di legge agli accusati per delitti efferati alla protezione delle vittime e dei superstiti.

La strada per raggiungere livelli soddisfacenti di prevenzione, di supporto alla emersione della violenza sommersa (il vero scoglio con cui si scontrano tutte le politiche pubbliche in tema di violenza sulle donne ed i bambini in Italia, visto che solo l’11% delle donne ha il coraggio di denunciare –Istat 2015) e protezione delle vittime, è ancora lunga.

Con indagini innovative e con interventi concreti per le donne e i bambini, siamo da tempo impegnati per contribuire a un cambio di rotta su questi temi. Osserveremo con attenzione le mosse che verranno intraprese dal nuovo governo e dal nuovo parlamento nel 2018, perché la violenza venga efficacemente prevenuta e tutte le vittime vengano prese in carico.

Oggi festeggiamo questa prima, importante conquista, ma ci auguriamo anche che non sia l’unica.