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IL MODELLO SOSTEGNO DONNA PER L’EMERSIONE E IL CONTRASTO DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE SI STA DIFFONDENDO NEGLI OSPEDALI ITALIANI.

 

Il punto dei risultati dei primi anni di lavoro è stato fatto rispettivamente in due convegni all’Ospedale Galliera di Genova e agli Ospedali Riuniti di Trieste. Al centro della riflessione il passaggio dalla sperimentazione al consolidamento dell’intervento di contrasto della violenza contro le donne nei Pronto Soccorso italiani promosso da WeWorld. Una occasione di sensibilizzazione, confronto e coinvolgimento delle istituzioni del territorio, di esperti ed esperte e di tutti i soggetti della Rete antiviolenza territoriale. 400 partecipanti tra Genova e Trieste, un pubblico attento di operatori/trici sanitari/e della struttura ospedaliera ospite e delle altre presenti sul territorio, di studenti di medicina, centri antiviolenza, servizi sociali, consultori, forze dell’ordine ed esponenti della magistratura. Incontri articolati e approfonditi, di formazione e informazione, ricchi di esperienze dirette, di dati, di sviluppi di un percorso – SOStegno Donna – di tutela e presa in carico in emergenza delle donne vittime di violenza che accedono al Pronto Soccorso (PS).

SOStegno Donna è un percorso articolato e multisettoriale sul quale si è sviluppata una riflessione attenta e condivisa tra WeWorld e le 3 realtà ospedaliere coinvolte nel programma (E.O. Galliera di Genova, A.O. Riuniti di Trieste e San Camillo-Forlanini di Roma con BeFree cooperativa sociale). Un percorso che viene attivato all’interno del PS e che vede una stretta sinergia, integrazione e “sintesi” tra le diverse figure specializzate che – nel rispetto delle competenze di ciascuno – intervengono in maniera differenziata nell’accoglienza della donna che subisce violenza. Una sintesi tra l’approccio sanitario e quello sociale: il primo improntato all’emergenza che vede (e riconosce) la donna vittima di violenza presentarsi per un problema medico – spesso scaturito da un episodio di violenza appena avvenuto – e che si rivolge al PS per chiedere cure sanitarie; il secondo meno concitato, attento all’accoglienza, alla presa in carico e che pone al centro la donna e la sua storia. Un modello di intervento che tiene conto delle discriminazioni contro le donne e che si attiva nel rispetto della “dignità e autonomia decisionale della donna” prevedendo unSOStegno dedicato ed esclusivo con un approccio gender sensitive.

Questa sintesi si realizza nel percorso di SOStegno Donna attraverso l’intervento di figure specializzate: quelle già in essere nel PS (medici e infermieri), formate e sensibilizzate sul fenomeno della violenza di genere, e operatrici antiviolenza, esclusivamente dedicate all’accoglienza della donne vittime di violenza 7 giorni su 7, h 24. Un percorso di presa in carico di medio e lungo termine, dunque, e non un accoglienza estemporanea. Un percorso “protetto” di sostegno e accompagnamento alla fuoriuscita dalla violenza, che avviene in stretta collaborazione con i servizi specializzati del territorio, con la Rete territoriale e tutti i soggetti che la compongono: i centri antiviolenza, i servizi comunali, i tribunali, le forze dell’ordine.

L’attenzione e l’esclusività dell’intervento sulla violenza di genere, la presenza di operatrici antiviolenza esclusivamente dedicate e il rinvio ai servizi specializzati del territorio, sono alcuni degli elementi fondanti e unici del percorso SOStegno Donna che verranno a breve, da WeWorld e dagli ospedali partner, elaborati e diffusi. Si avvia così un percorso di definizione di un modello – SOStegno Donna – efficace ed efficiente, sostenibile e replicabile in altre aziende ospedaliere, come testimoniato dai dati di monitoraggio e dalle valutazioni periodiche che verranno presto messi a disposizione.