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LA PAROLA AI VOLONTARI WEWORLD

 

 
Antonio,  Isabella, Gaetano, Maria e Giuliano si raccontano e raccontano la loro esperienza come nostri volontari durante il Primo Meeting dei Volontari WeWorld che si è tenuto a Palata Pepoli, frazione di Crevalcore in provincia di Bologna. La scelta del luogo non è stata casuale: ci eravamo avvicinati a Crevalcore dopo il terremoto che nella primavera del 2012 ha distrutto scuole, case, chiese. Avevamo fatto una promessa, ricostruire una scuola, e l’abbiamo mantenuta. Quale luogo migliore per mostrare ai volontari che insieme possiamo ricostruire il futuro?
Questo meeting è stato un’occasione di conoscenza, di formazione e di condivisione, un modo per accrescere la consapevolezza di quanto importante sia fare il volontario. Consapevolezza che è emersa dalla parole dei partecipanti, parole che vogliamo condividere.

Abbiamo chiesto a Giuliano e Maria
Qual è l’ingiustizia che ti fa più arrabbiare, quella più brutta la mondo?
Giuliano:  cattiva distribuzione delle risorse.
Maria: la disparità tra le persone, chi troppo e chi troppo poco.

Qual è la cosa che vi rende più felici?
Giuliano: l’umanità delle persone. Quando conosco persone che hanno umanità credo che il mondo possa avere qualche speranza.
Maria: essere contraccambiati anche se con poco e quando il tuo aiuto ,collaborazione, ha un riscontro positivo.

Ad  Antonio,  Isabella, Gaetano abbiamo chiesto
Cosa significa essere volontario?
Gaetano: significa aiutare nel modo più sistematico possibile e crescere nella propria vita e nella vita in generale.
Antonio: regalare un sorriso a chi è meno fortunato di noi, esprimersi attraverso la musica, il divertimento e soprattutto il rispetto per le atre persone.
Isabella:  è un modo per aiutare gli altri, creare un sorriso e creare relazioni. Far si che gli altri possano mettere a disposizione la loro capacità e quindi noi siamo soltanto degli strumenti. Ecco, essere volontario è essere uno strumento.

Come vorresti cambiare il mondo?
Gaetano: cambiando alcune mentalità sbagliate che si sono protratte nel tempo e che ormai non fanno altro che rallentare la crescita comunitaria.
Antonio: partire dagli errori del passato e, capire quali sono stati per non ripeterli, andare avanti e cercare qualcosa di nuovo e corretto.
Isabella: non credo che bisogna cambiare il mondo bensì cambiare le persone, penso che il mondo sia perfetto.

Grazie a Antonio,  Isabella, Gaetano, Maria e Giuliano per il tempo dedicato all’intervista,  grazie a loro e a tutti i volontari per la generosità con la quale dedicano il proprio tempo agli altri, perché contribuiscono a costruire un futuro in cui bambini e donne non siano mai privati dei loro diritti.
Insieme possiamo costruire un futuro migliore!

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