WeWorld era presente in Afghanistan fino al 2017 per supportare i gruppi più vulnerabili con progetti volti a rafforzare la società civile e i diritti umani. In un momento così delicato, dopo che la situazione è rapidamente precipitata e i diritti delle persone negati con sempre più forza, abbiamo deciso di riprendere le nostre attività per garantire sostegno alle comunità locali.

Il contesto

Oltre 40 anni di crisi prolungata e di guerra, impoverimento, disintegrazione dello stato di diritto ed esclusione sistematica delle donne dalla vita sociale, economica e pubblica hanno colpito duramente la popolazione afghana, segnando soprattutto i diritti di donne e bambine.

Più di due milioni di donne sono vedove di guerra e un numero ancora maggiore è di fatto divenuto capifamiglia. Il conflitto ventennale ha creato milioni di vedove e l’emergenza Covid-19, in un paese dove solo il 2% della popolazione è vaccinata, ha esponenzialmente aumentato il numero di donne sole trasformando il Paese in una gigantesca fabbrica di vedove.

Molte di loro sono le più povere tra i poveri, analfabete, costrette a mendicare per sopravvivere rischiando ogni giorno la loro vita da quando i talebani hanno vietato alle donne di uscire di casa senza un tutore maschio. Pensiamo a tutte quelle donne che non hanno figli maschi e vivono nel costante rischio di non riuscire nemmeno a elemosinare qualcosa per sostenere la propria famiglia.

La nostra risposta

In un momento così delicato, dopo che la situazione è rapidamente precipitata e i diritti delle persone negati con sempre più forza, abbiamo deciso di intervenire per garantire sostegno alle comunità locali.

Il nostro intervento supporta le donne sole capofamiglia e i loro figli che vivono nella provincia di Herat, per garantire loro accesso al cibo.

In questa provincia, la dimensione media di un nucleo familiare è di 10 persone, sono presenti oltre 10.000 donne capofamiglia e più di 50.000 bambini necessitano di assistenza umanitaria.

Le donne e le bambine in Afghanistan stanno pagando le conseguenze peggiori di questa nuova situazione. 

Insieme al partner locale RRAA, abbiamo iniziato il nostro intervento con 100 famiglie, guidate da donne vedove senza alcuna fonte di reddito. In quanto donne, non possono uscire di casa senza essere accompagnate da un uomo, nemmeno per chiedere l’elemosina e provare a mettere insieme abbastanza soldi per portare del cibo a casa.

A noi si è unita in questo progetto ChildFund e grazie al supporto di ChildFund Nuova Zelanda, Germania, Svezia e Australia saremo in grado di garantire cibo a queste famiglie fino ai primi mesi del 2022.